Le ultime notizie dalla Tenda delle Nazioni

Come saprete il nostro sostegno nel periodo di Avvento di quest’anno, oltre che al Patriarcato Latino di Gerusalemme va alla Tenda della Nazioni, la fattoria alle porte di Betlemme gestita da decenni dalla famiglia del cristiano palestinese Daoud Nassar. Ci fa piacere, a tal proposito, condividere con voi il messaggio che arriva dalla fattoria, a cui ci sentiamo vicini dopo che Daoud è venuto a farci visita negli scorsi mesi, raccontandoci la sua attività e i suoi sforzi per una pacifica convivenza, senza mai odiare chi cerca in ogni modo di ostacolare lui e la sua famiglia.

Il messaggio della Tenda delle Nazioni

“Cari amici, in questa santa stagione di Avvento, mentre prepariamo i nostri cuori ad accogliere la Luce che entra in un mondo stanco e ferito, osiamo parlare di speranza – non la sottile speranza di un desiderio, ma la profonda e viva speranza che Dio respira in tutti coloro che rifiutano di arrendersi alla disperazione. È la speranza che sorge come l’alba dopo una lunga notte, la speranza che resiste anche dove la possibilità sembra essersi prosciugata.

Qui alla Tenda delle Nazioni, la speranza non è solo qualcosa che sentiamo, è una disciplina che scegliamo ogni giorno. È il coraggio di rialzarsi quando le circostanze ci premono in basso, la fedeltà di curare il terreno, di piantare alberi, e di testimoniare attraverso atti semplici e costanti che le tenebre non avranno mai l’ultima parola.

Confidiamo che Dio ci dia il potere di nutrire una speranza che rifiuta di morire – una speranza che affonda radici profonde in un terreno arido e difficile, una speranza che ci ricorda che siamo un popolo di resurrezione, chiamato a essere portatori di vita anche in luoghi segnati dalla lotta.

L’Avvento non ci invita al conforto della speranza ma al coraggio di essa. La vera speranza costa. Distende i nostri cuori oltre ciò che crediamo di poter sopportare. Ci tiene svegli quando preferiamo dormire. Ci insegna a fidarci della promessa di Dio anche quando i nostri occhi non riescono ancora a vederne il compimento.

E così, la speranza richiede pazienza – un’attesa santa e attiva, radicata nella nostra incrollabile fiducia nel Dio il cui amore non si ritira mai, la cui misericordia non abbandona mai, la cui presenza non manca mai.

Ricordiamo il profeta Geremia che, in mezzo alla guerra e alla devastazione, compie un atto di fede confusa: comprò un campo. Quando il futuro sembrava impossibile, ha piantato una promessa nel terreno. Il suo gesto coraggioso dichiarava che il futuro di Dio è più reale della paura, più reale della distruzione, più reale dell’incertezza.

Possa questa stagione di Avvento rafforzare il tuo spirito, approfondire la tua fede e rinnovare in tutti noi l’amore e il coraggio di sperare oltre ogni speranza”.