Omelia messa di ingresso di don Fabio

Questi sono gli “appunti” dell’omelia che don Fabio ha pronunciato sabato 19 novembre 2022 in occasione della Messa di ingresso come parroco della Comunità pastorale Gesù Buon Pastore di Milano. Sia ringraziamento e augurio di buon cammino per tutti!

“Mi sento MANDATO da Gesù pastore buono, pastore vero. A Baggio e a San Siro il Signore mi ha plasmato e modellato.

Penso ai ragazzi che mi hanno tenuto attaccato alla vita, alla realtà, al Signore! Ricordo una mamma di San Siro che mi ha raccontato come quel mattino alle 5 la polizia è venuta ad arrestare suo figlio di 14 anni, un ragazzo cresciuto in oratorio, e mi ha detto ‘ho fallito come mamma’. In quel momento mi sono sentito trafiggere il cuore e con dolore ho capito che fino a quel momento ero stato in fondo solo un mercenario a cui le pecore non appartengono, … generoso, ma che quando viene il tempo si ‘sfila’ dicendo ‘ho già fatto tanto, che potevo fare di più? Quella mamma me lo ha insegnato… Mentre il pastore buono non può sfilarsi: dà la vita per le pecore. Perciò mi sono sento da Lui chiamato nella Comunità Gesù buon pastore.

La PAROLA DI DIO VENNE SU GIOVANNI, il meno noto e famoso, fuori da riflettori. Lui resta nel deserto (con coraggio!), nel silenzio… è in contatto con la sua povertà, col vuoto che sente dentro. Ricordo un 18enne che mi ha chiesto: “don, che senso ha questa vita?!?”

SOGNO:

  • una Comunità che non ha paura del deserto (mostro un sacchettino della sabbia del deserto di Giuda, n.d.r), è casa dei poveri (di beni, di amicizia, di senso) che si sentono a casa perché “sono proprio gli esclusi i miracoli!”. Sono in attesa, in ascolto, nel deserto della Parola…
  • una Comunità che è casa di preghiera (mostro la Bibbia…): una comunità che cerca il Signore e non trovandolo lo cerca ancora. Una comunità che si fa guida, si fa voce di tutti i curvi, di chi è schiacciato, oppresso dalla vita e non smette di sperare. Una comunità che, insieme, tende l’orecchio agli appelli dello Spirito, che continua a cercare il passo in là; una Comunità che — inquieta — si domanda che cosa ci chiede il Signore, quale passo in più… e per questo rischia, non si conserva, ma si sbilancia.
    “Alzati, sta in piedi, viene Colui che è più forte di me, togli il vestito di lutto, rivesti dello splendore e guarda la gioia che ti viene da Dio”.
  • una Comunità che è fraternità (mostro un vossoietto con dei biscotti…) dove si coltiva la stima ed il parlare male è vinto dalla correzione fraterna – gli uni verso gli altri – con gli stessi sentimenti: una casa di fraternità. Io cristiano con voi, prima che prete per voi.

Chiedo preghiere e correzione fraterna! “Sperem in ben!”